Continuano ad aumentare le tasse e i nostri politici continuano a chiederci di fare dei sacrifici… ma di tutti i soldi che paghiamo di queste tasse quanto viene realmente utilizzato per lo sviluppo dei beni pubblici e dei servizi ai cittadini in Italia? Come vengono investiti i nostri soldi?

Nel 2010 più del 40% delle nostre tasse sono state spese per il debito pubblico, mentre per l’istruzione scolastica è stato destinato solo il 6%. Quindi quasi la metà delle nostre tasse va in mano a delle banche private. Le istituzioni politiche al giorno d’oggi, diversamente da come si è portati a pensare, sono uno strumento che lentamente preleva i soldi dei contribuenti dandoli a delle società private extra-nazionali, quindi impoveriscono i cittadini e ingrassano i banchieri. Ci vengono chiesti sempre più soldi e più sacrifici in nome di questa crisi, ma di chi è la crisi di cui ci parlano? La vera crisi è dell’intero sistema economico che in realtà si basa sul debito e che quindi è assolutamente inestinguibile ed anzi in continuo aumento visto che da decenni gli stati sono costretti ad indebitarsi sempre di più per pagare debiti precedenti. All’interno di questo gioco non c’è via di uscita, le banche risultano l’unico ente in grado di trarne guadagno. Se continuiamo di questo passo la bancarotta non sarà un rischio, ma una certezza. Questo sistema economico vecchio ed autolesionista va cambiato. Se venisse nazionalizzata la proprietà della moneta e la facoltà di emetterla lo stato non sarebbe più un debitore ma emetterebbe la moneta che gli serve senza pagare gli interessi. Non vi è alcun senso nel tenere una banca centrale privata a cui lo stato regala il monopolio per l’emissione del denaro ricevendo in cambio un debito maggiore della somma del denaro preso in prestito.

Quello di cui abbiamo realmente bisogno ora è una maggiore consapevolezza e partecipazione della gente: dobbiamo capire tutti che il tempo delle deleghe è finito.

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