Questi 3 governi non eletti da nessuno, hanno eseguito l’ordine impartito dall’europa di svendere il nostro paese, votiamo no alla svendita!

Tra le ragioni del NO a questa “deforma” costituzionale, c’è sicuramente anche la salvaguardia di quel poco di demanio pubblico che ci è rimasto; infatti tra le scellerate azioni condotte dal terzo governo non eletto di questo paese c’è purtroppo anche il completamento della svendita del nostro patrimonio pubblico avviata dai suoi predecessori, a beneficio dei soliti grandi gruppi finanziari internazionali: in un servizio molto ben fatto de “La Gabbia” del 2013 si può chiaramente ascoltare prima il Ministro Saccomanni dichiarare che il Governo sta seriamente pensando di vendere le proprie quote di Enel, Eni e Finmeccanica e poi Lorenzo Codogno, capo direzione analisi economico-finanziaria del Ministero del Tesoro, affermare apertamente che tali svendite non sono ritenute sufficienti, in quanto, cito testualmente, “la vera risorsa sono le utilities a livello locale.

Lì sono veramente tanti, tanti miliardi; il problema è che non sono nostri, dello Stato, ma sono dei Comuni delle Regioni ecc. e quindi bisogna cambiare il Titolo V della Costituzione ed espropriare (utilizza proprio questo termine, potete verificarlo) i Comuni e le Regioni”.

Analizzando il contenuto della riforma costituzionale, leggiamo che tra le varie nefandezze c’è proprio la modifica del titolo V, nella direzione appena evidenziata: il nuovo art. 117, infatti, prevede l’eliminazione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni, con attribuzione della competenza legislativa esclusiva allo Stato di varie materie, tra cui “la regolamentazione della produzione, del trasporto e della distribuzione nazionali dell’energia, delle infrastrutture strategiche e delle grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e dei porti ed aeroporti di interesse nazionale ed internazionale.”

La riforma prevede inoltre che la Camera, unico organo che in base al nuovo assetto rimarrà titolare della funzione legislativa, potrà in ogni caso approvare leggi nei campi di competenza delle regioni, “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”.

Così, a scanso di equivoci, se qualche regione dovesse tentare di mettere i bastoni tra le ruote alla svendita programmata, è già stato previsto il meccanismo per impedirglielo!

Quindi capite bene che dietro questa manovra si cela un’operazione molto delicata, che risponde esattamente ai dettami impartiti dall’Europa e cioè di privatizzare, o meglio svendere, tutto ciò che è produttivo.

Fino al punto in cui, non rimanendo più nulla di pubblico, non avrà neanche più senso parlare di Stato!

Commenti

commenta