La tecnologia robotica si evolve a una tale velocità che non ci rendiamo conto di quanto si sia assottigliata la differenza tra i robot e noi esseri umani. La ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale ha dato già riscontri sorprendenti. Ma fino a questo punto non eravamo mai arrivati.

Il suo nome è Sophia, è un robot giovanissimo anche se a vedere il suo viso non si direbbe. È nata nell’aprile dell’anno scorso negli studi di due grandi aziende di robotica: la Hanson Robotics e la Hiroshi Ishiguro.

Sophia oltre a essere il più raffinato robot senziente della storia è in grado di esprimere con il volto più di 60 espressioni facciali. Le espressioni sono sconvolgenti, il suo volto è in grado di mostrare anche i cambiamenti minimi.

Il materiale con il quale è costruito il volto è una speciale gomma brevettata nota come “frubber” che si plasma e simula le espressioni umane in modo incredibilmente realistico.

Dietro gli occhi di Sophia ci sono due telecamere che le permettono di riconoscere la persona con la quale sta interagendo e rispondere in modo appropriato alle conversazioni. In questo modo può anche muovere lo sguardo in molte direzioni e rendere ancora più raffinata la sua espressività.

Sophia può comunicare tranquillamente con chi le rivolge parola grazie a un software simile, ma molto più evoluto, a quello che abbiamo imparato a conoscere con gliassistenti vocali dei nostri smartphone.

Quello che rende unica Sophia è la sua capacità di apprendimento. Impara da noi, immagazzinando informazioni sulla base delle nostre conversazioni: più si parla con lei più la sua comunicazione diventa sciolta e meno artificiale.

Vederla può anche far venire un brivido lungo la schiena, soprattutto agli amanti della fantascienza. Ma a sentire le parole del suo ingegnere David Hanson, nel video qui sotto, si può stare tranquilli. L’intelligenza artificiale si evolverà a tal punto che le macchine saranno nostre amiche e non nel modo distopico che immaginiamo, per eliminare l’umanità, ma per abbattere le distanze tra le persone e la tecnologia. “Il nostro obiettivo”, ha detto David: “è quello di renderla cosciente e creativa come noi, così da aiutarci un giorno nei reparti di sanità, terapia, nell’educazione e nei lavori di casa”. Anche se a sentire Sophia, nel finale, non si direbbe…

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